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Rolex and The Open

THE OPEN

Rolex e il golf

Venti impetuosi, folti rough e insidiosi bunker: Carnoustie, il luogo scelto per ospitare la 147a edizione dell’Open, ha fama di essere uno dei campi da golf più difficili al mondo. Lungo e stretto, situato su un tratto esposto della costa di Angus, in Scozia, con i suoi oltre 6.770 metri è il percorso più lungo tra tutti quelli su cui viene disputato l’Open. Questo links storico, su cui il golf viene giocato sin dagli inizi del XVI secolo, ha accolto l’Open altre sette volte, l’ultima nel 2007.

Day-Date 40

Oyster Perpetual

Nel 1956 nasce l’Oyster Perpetual Day‑Date. Disponibile unicamente in platino o in oro 18 ct., era il primo orologio da polso a indicare la data e il giorno della settimana per esteso all’interno di una finestrella sul quadrante. Dotato del bracciale President, creato in origine esclusivamente per questo modello, il Day‑Date si è imposto fin da subito come l’orologio per eccellenza delle personalità che contano.

Jordan Spieth bacia il trofeo

Jordan Spieth

The Open

Il 2015 è stato un anno fondamentale per Jordan Spieth. All’età di 22 anni, è diventato il secondo giocatore più giovane a vincere il Masters, dopo Tiger Woods, e lo U.S. Open, dopo Bobby Jones nel 1923. Il suo status di leggenda del golf è cresciuto ulteriormente grazie alla sua memorabile vittoria all’Open nel 2017. A Royal Birkdale, il giocatore statunitense ha concluso il giro finale con una successione di birdie-eagle-birdie-birdie-par, ottenendo 69 punti sul giro e 268 totali, 12 sotto il par, aggiudicandosi il trofeo con un margine di tre colpi.

Gary Player

The Open

Proprio a Carnoustie, 50 anni fa, Gary Player giocò quello che fu forse il miglior colpo della sua carriera e che lo portò a vincere il suo secondo Open. L’ultimo giorno, alla buca 14, un par 5 soprannominato “Spectacles” (“occhiali”) a causa di una coppia di bunker che si stringono sui due lati del fairway a circa 64 metri dal green, il sudafricano tirò un possente legno 3 che attraversò senza mai sbandare un vento degno di una burrasca, atterrando a meno di un metro dalla buca. Il putt successivo gli permise di concludere la buca con un eagle che contribuì alla sua vittoria finale per due colpi.

Gary Player bacia il trofeo
Tiger Woods taking a shot

TIGER WOODS

The Open

Tiger Woods è stato il più grande golfista della sua generazione, ha trasformato il golf moderno e ha ispirato milioni di giocatori in tutto il mondo sin dalla sua vittoria al Masters del 1997, al primo Major della sua carriera da professionista. Tra i 14 Major conquistati dallo statunitense – un record secondo soltanto ai 18 del suo compatriota Jack Nicklaus – si contano tre titoli dell’Open, il primo dei quali risale al 2000, quando Woods si aggiudicò la Claret Jug con un margine di otto colpi e il punteggio record di 19 sotto il par a St Andrews. Il suo ritorno in forma lascia pensare che anche Woods sarà in testa quest’anno a Carnoustie in occasione della sua ventesima presenza all’Open.

Haotong Li effettua un colpo

HAOTONG LI

The Open

Il suo debutto all’Open, a Royal Birkdale nell’edizione 2017 vinta da Jordan Spieth, è stato memorabile: Haotong Li è infatti arrivato terzo, grazie a uno stupefacente giro finale in 63 colpi, con ben sette birdie nelle ultime 11 buche. Un risultato che supera di un colpo soltanto l’attuale record per il minor numero di colpi giocati in un solo giro in un torneo Major. La sua performance, di gran lunga la migliore mai realizzata da un golfista cinese, è avvenuta appena un mese dopo la sua prima partecipazione a un Major, allo U.S. Open 2017.

Justin Thomas

The Open

Justin Thomas è un altro membro della “nuova guardia” Rolex in lizza nel 2018 per la celebre Claret Jug. Nel 2017 è stato nominato giocatore dell’anno dal PGA TOUR®, dopo aver vinto cinque tornei, tra cui il suo primo Major, il PGA Championship, e la FedEx Cup. Il golfista statunitense è entrato nella leggenda allo U.S. Open 2017 di Erin Hills, in Wisconsin, dove ha ottenuto il punteggio più basso della storia del torneo con un terzo round in 63 colpi, 9 sotto il par.

Justin Thomas impugna la mazza da golf
Jon Rahm effettua un colpo

Jon Rahm

The Open

Diventato professionista nel 2016 dopo una notevole carriera amatoriale, Jon Rahm si è da subito distinto per il suo gioco. Il giovane spagnolo ha due titoli del PGA TOUR® al suo attivo, nonché altre tre vittorie in tornei internazionali. Nel gennaio di quest’anno ha raggiunto la seconda posizione della classifica mondiale, il punto più alto della sua carriera finora, ed è uno dei principali sfidanti al 147° Open nel 2018.

Phil Mickelson

The Open

La vittoria dell’Open del 2013 a Muirfield ha segnato per Phil Mickelson l’apogeo di una carriera già brillante. “È emozionante sentire di entrare a far parte della storia di questo torneo... vincere quella che per me era la sfida più grande è un traguardo straordinario per la mia carriera” disse il giocatore statunitense dopo la vittoria. Vincitore di cinque Major, Mickelson è il migliore golfista mancino di tutti i tempi e vanta un impareggiabile gioco corto che lo renderà un avversario temibile quest’anno a Carnoustie.

Phil Mickelson effettua un colpo
Tom Watson solleva il trofeo

Tom Watson

The Open

Tom Watson, cinque volte vincitore dell’Open nell’arco di soli nove anni – un’impresa ancora ineguagliata – è uno dei più grandi campioni di questo torneo ancora in attività. Con otto Major e 39 vittorie nel PGA TOUR®, nominato giocatore dell’anno dal PGA TOUR® per sei volte e numero uno della classifica mondiale dal 1978 al 1982, lo statunitense ha indiscutibilmente conquistato il suo posto tra le leggende del golf. Nel 2011 si è aggiudicato il Senior PGA Championship, all’età di 61 anni, diventando così il più anziano vincitore di un Major del Senior Tour sin dalla sua creazione nel 1980: un risultato che lo conferma come uno dei professionisti dal successo più duraturo nella storia di questo sport.

Il percorso dell’Open